Killian Nielsen ci racconta com’è essere figlio di una celebrità di Hollywood

Presentazione:

“Sono Killian Nielsen il figlio di Brigitte Nielsen e Mark Gastineau (ex campione di football americano).

Sono nato negli States, a Phonenix, per poi successivamente trasferirmi in Svizzera, mentre ora risiedo a Milano.

“Immagino tu abbia avuto una vita molto agiata, giusto?”

“Non esattamente, come già detto, mi hanno portato in Svizzera poco dopo la mia nascita, poi Milano, poi di nuovo Svizzera e per finire ancora Milano.

Oltre a questo non ho passato proprio una bella adolescenza”.

“Spiegati meglio…”

“In famiglia, le cose non sono andate sempre per il verso giusto, tanto che a 14 anni mi sono trasferito completamente solo a Milano e senza aiuto economico alcuno.

Vivere da solo in una città del genere, a quell’età, puoi ben capire che non sia stata una passeggiata”.

“Pazzesco, ma come hai fatto a sopravvivere completamente solo a 14 anni, a Milano?”

“E’ stata durissima, lavoravo praticamente solo per pagarmi l’affitto, mangiavo patate e cipolle 4 volte a settimana, arrivavo a dei punti in cui credevo di cadere in depressione.

“Ora però sei qui…un’esperienza che ti deve aver fortificato moltissimo. Molti nelle tue stesse condizioni avrebbero intrapreso strade difficili”.

“Sì sicuramente, ma io non ci ho mai pensato perché sono sempre stato sicuro dei miei mezzi e questo mi dava la forza di andare avanti.

“Passiamo ad argomenti più soft: terzo classificato all’Isola dei famosi….”

Lì mi sono reso conto davvero di quanto sia importante il cibo, di quanto noi sprechiamo l’impensabile.

“Rifaresti mai un’esperienza simile?”

“No, per carità, bello eh! ma no”.

“Qualche aneddoto?”

“Nel gruppo ero il pescatore, ogni giorno mi buttavo in acqua per provare a prendere qualcosa da mangiare.

Un giorno come tanti, tirando su un bel pesce mi sono imbattuto in un barracuda che mi ha quasi staccato un dito”.

“Con chi hai litigato di più e con chi di meno?”

“Direi che ho legato di più con il figlio di Mogol, ho instaurato davvero un bel rapporto di amicizia, però adesso ci siamo persi un po’ di vista.

Sul meno simpatico avrei un nome, ma lasciamo perdere, non merita attenzioni”.

“Ora cosa fai per vivere?”

Al momento collaboro con un amico che conosco da anni in una web agency dove faccio il commerciale.

“Sogni nel cassetto?”

“La musica, cantare e suonare la batteria, in tal senso la suono ogni volta che posso.

In genere la sera tardi dopo il lavoro, nonostante le ingiurie dei vicini!”

 

 

A proposito dell'autore

Post correlati

Scrivi

La tua email non sarà pubblicata